La ricostruzione tecnica dell'oggetto ha
previsto una prima fase di studio dimensionale dei disegni dei reperti esposti in museo
gentilmente messi a disposizione dallo staff del Prof. Vitali. Effettuato il rilievo fotografico e di disegno in scala si è proceduto
all'approfondimento delle fonti di riferimento fornite dal Prof. Vitali e dai
restauratori del museo. Dopo un attento studio dei particolari di
accoppiamento
del fodero, della sagomatura della lama e dei rilievi sui
decori, abbiamo
avviato la riproduzione in bozza per lo studio delle tecniche di realizzazione.
Sono state effettuate circa 4 prove sulla sagomatura, rifinitura e decoro del
fodero prima di arrivare all'elemento definitivo giudicato soddisfacente. Il
decoro è stato realizzato per incisione a bulino e, nonostante le poche
tracce visibili, è stata effettuata una ricostruzione mediante il confronto con
decori di altri foderi del sito (tipico e ricorrente su tutti i foderi ). La
particolarità del profilo della lama (romboidale con lati concavi), ha richiesto
un altrettanto studio e prove di battitura. In ultimo la ricostruzione empirica
dell'impugnatura è stata in parte dettata dai resti sul codolo (farfalla
di ritegno per il pomolo) che suggerivano una linea morfologica ben precisa di
conseguenza riconducibile anche alla parte riservata all'elsa, considerato il
fatto che la lamina di metallo posta all'inizio della lama (paracolpi),
generalmente ha le medesime dimensione della farfalla posteriore.
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